Proposta per i dipendenti della Pubblica Amministrazione

By on 5 ottobre 2014

dell’Arch. Roberto Gambino

tecnici dipendenti della pubblica amministrazione, sino ad oggi, sono stati considerati alla stregua di tutti gli altri pubblici dipendenti che ricoprono un ruolo di tipo amministrativo.

Essi sono inquadrati in base ai contratti di appartenenza come gli altri dipendenti, pur svolgendo un ruolo speciale.
Chiarisco il termine speciale, le funzioni attribuite ai tecnici dal mansionario, possono essere svolte solo da tecnici, per esempio non è possibile che un ragioniere esegua la direzione dei lavori di un opera pubblica. Pertanto è necessario andare a definire in maniera rigida e non interpretabile il ruolo del tecnico all’interno della pubblica amministrazione.
Una categoria di lavoratori beneficia in Italia del ruolo unico professionale, gli avvocati nella pubblica amministrazione ed in particolare dell’INPS, detti professionisti hanno lo status di avvocati, hanno un ruolo ed una carriera avulsa da tutte le altre figure presenti nella pubblica amministrazione e gestiscono autonomamente le loro prestazioni nell’esclusivo interesse dell’amministrazione da cui dipendono.
Oltre a ciò si verifica, ordinariamente, un altro problema, esistono delle evidenti discrasie di inquadramento del personale tecnico, che da amministrazione ad amministrazione si vedono inquadrate in qualifiche differenti pur ricoprendo lo stesso ruolo, ad esempio in un piccolo comune il tecnico è in qualifica “C” pur svolgendo il ruolo di dirigente, mentre all’IACP i geometri sono in qualifica “D”.
Altro problema, non di minore importanza, è la possibilità che viene data ai tecnici che prestano servizio nella pubblica amministrazione, di svolgere attività di professione al di fuori della stessa, sia in forma autorizzata (attività comunque extraterritoriali rispetto all’amministrazione di appartenenza) sia in forma non autorizzata (consulenze tecniche per organi di giustizia). Tutto ciò va immediatamente bloccato ed il tecnico che opera all’interno della pubblica amministrazione, se intende continuare a svolgere questa professione, deve farlo in condizioni di assoluta esclusività. Ciò è necessario per aumentare la trasparenza all’interno della p.a. e per evitare che l’esercizio delle funzioni si trasformi in esercizio di potere dove i provvedimenti di competenza siano scambiati con incarichi esterni.
Per fare ciò è necessario istituire il ruolo unico professionale dei tecnici della pubblica amministrazione, entrando nel dettaglio la norma prevede l’inquadramento obbligatorio nella categoria giuridica “D3” dei tecnici laureati (architetti, ingegneri, geologi, agronomi, biologi), in servizio a tempo indeterminato, l’inquadramento obbligatorio all’interno della categoria giuridica “C1” dei tecnici non laureati (geometri, periti industriali, periti agrari) in servizio a tempo indeterminato. Inoltre poiché detti professionisti all’interno dell’ p.a. svolgono la loro professione, mantengono l’obbligo di iscrizione all’ordine e poiché la esercitano in condizione di esclusività, la tassa d’iscrizione e l’aggiornamento professionale sono a carico dell’ente da cui dipendono.
La norma proposta è l’unica norma che può ridare trasparenza nel ruolo dei tecnici della pubblica amministrazione e può, per la prima volta nella storia della nostra nazione, tracciare una linea divisoria netta tra pubblico dipendente e libero professionista.

Su questa proposta apriamo un dibattito, gli iscritti al Comitato possono commentare l’articolo usando lo spazio sottostante.

Art……
E’ istituito il ruolo unico professionale tecnico per i professionisti dipendenti della pubblica amministrazione.
I professionisti di cui al comma 1, in possesso del titolo di studio e dell’abilitazione all’esercizio professionale, dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione, sono ipso iure inquadrati all’interno delle qualifiche di cui all’allegato elenco, non tenendo conto della qualifica attualmente ricoperta:
a) Laurea e abilitazione professionale in architettura, ingegneria, geologia QUALIFICA D3
b) Diploma e abilitazione professionale di geometra, perito edile QUALIFICA C1
I professionisti di cui al punto 1, presteranno rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione in maniera esclusiva, resta l’obbligo di iscrizione presso gli albi professionali provinciali di appartenenza.

4 Comments

  1. taun.labo

    16 ottobre 2014 at 7:17

    Salve. A mio parere lo scritto “I professionisti di cui al punto 1, presteranno rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione in maniera esclusiva, resta l’obbligo di iscrizione presso gli albi professionali provinciali di appartenenza” si presta a non univoca interpretazione. A mio parere va formulato in altri termini:
    ” Ai professionisti che hanno rapporti di lavoro dipendente (e/o dirigente) con la pubblica amministrazione sia in maniera temporanea che in maniera continuativa non è consentito l’esercizio della libera professione. La professione può essere da loro esercitata solo e unicamente nei confronti dell’ente per il quale si svolge lavoro dipendente e/o dirigente. Non è contemplata alcuna deroga. Resta l’obbligo di iscrizione presso gli albi professionali provinciali di appartenenza, in un registro appositamente istituito.”

  2. filadelfotornabene

    17 novembre 2014 at 10:55

    Condivido il parere di taun.labo, ma va precisato che essendo dei dipendenti che non dovrebbero esercitare per nessun motivo la professione fuori dall’ente a cui appartengono, l’iscrizione ad un registro è superflua…possono iscriversi ad un sindacato qualunque o si creano un associazione culturale nei termini previsti dalla legge

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