Il Comitato

Si propone, attraverso la costituzione del Comitato professioni tecniche, di mettere in atto una serie di misure o una legge con lo scopo di:

  • definire i criteri per la determinazione dei compensi che consentano di operare in regime di libera concorrenza, ma con l’individuazione di soglie di anomalia per garantire la qualità del servizio professionale;
  • garantire la certezza dei pagamenti dei compensi pattuiti con i clienti;
  • dare nuove regole per la previdenza;
  • ridurre l’insostenibile pressione fiscale sui professionisti;
  • individuare criteri equi ed indipendenti dalla politica per l’assegnazione degli incarichi pubblici;
  • definire e standardizzare i requisiti dei professionisti per la partecipazione ai bandi pubblici.

Motivazioni:

Le professioni dell’Architetto e dell’Ingegnere sono legate agli interessi pubblici generali e primari, pertanto sono da proteggere e regolamentare.

Architetti e Ingegneri condizionano ed influenzano, con il loro operato e con le loro prestazioni, il paesaggio, le città, l’economia, lo stile di vita dell’intera collettività.

La mancanza di qualità delle prestazioni professionali ha avuto gravi risvolti di carattere sociale ed economico.

E’ necessario intervenire per riformare le professioni tecniche perchè oggi vengono svolte in condizioni di pericolosa deregolamentazione, per cui si è assistito progressivamente:

  • a una riduzione della qualità dei corsi di studi universitari;
  • alla modifica della funzione originaria degli Ordini Professionali;
  • all’abolizione dei minimi tariffari;
  • alla commistione nelle competenze tra figure tecniche diplomate e laureate;
  • alla mancanza di certezza dei pagamenti;
  • alla gestione scorretta e discriminatoria della cassa previdenziale;
  • all’obbligo scriteriato di stipula d’assicurazione professionale;
  • all’introduzione di obblighi di aggiornamento professionale di dubbia efficacia.